Alla scoperta della Maremma e del Giardino dei Tarocchi

Primo paese della Maremma che si incontra venendo da Roma, Capalbio si è rivelata una fantastica scoperta, soprattutto se abbinata a quel meraviglioso luogo che è IL GIARDINO DEI TAROCCHI.

Nonostante Roma sia distante poco più di un’ora e mezza, Capalbio non è ancora invasa da quel turismo estivo fatto di chi vuole scappare dalla grande città!

Tutt’altro!

Eppure avrebbe tutti i motivi per essere meta di escursioni giornaliere, grazie ai suoi panorami, al suo centro storico, alla vicinanza con il mare e al clima di relax che si respira tutto intorno.

Dopo aver lasciato la macchina in piazza della Provvidenza, incontriamo il nostro Giorgio (guida della provincia di Grosseto che, se vorrete, potete contattare via mail scrivendo a giorgio.marzoletti@gmail.com ) per l’inizio della visita guidata e in pochi minuti raggiungiamo un’altra piazza, quella del belvedere!

Oltre che una splendida vista sulle colline circostanti, quello che attira la nostra attenzione è l’opera al centro della piazza: la statua di una Nanas, tipica raffigurazione di Niki de Saint Phalle, artista poliedrica franco-americana che, a partire dal 1979, inizia il progetto del Giardino dei Tarocchi.

Perché il nome Capalbio

La mia curiosità per le etimologie trova subito risposta grazie a Giorgio che è molto, molto più interessante e piacevole di zio Google a cui avrei potuto porre la stessa domanda!

Chiaramente ci sono varie possibilità, ma le più accreditate sono:

  • – Caput album cioè testa calva (e questa tesi potrebbe essere veritiera, notando anche il simbolo di Capalbio sull’arco di ingresso al borgo)
  • – Campus albus, a causa della presenza, in tutta la zona, dell’alabastro.

Il Borgo e le Mura

Il borgo di Capalbio è piccolo e godibilissimo, fra trattorie e negozietti tipici che ci accompagnano fino alla piazza principale, Piazza Magenta, da cui iniziamo una piccola passeggiata tra il doppio circuito murario che circonda il paese: da una parte mura di epoca medievale (XI, XII secolo), volute dagli Aldobrandeschi e dall’altra parte mura rinascimentali, costruite quando Capalbio fu conquistata da Siena, prima che cadesse nelle mani dei Medici.

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Raggiungiamo velocemente il punto più alto del borgo ma purtroppo non riusciamo a entrare al Palazzo Collacchioni né a salire sulla Torre Aldobrandesca, chiusi probabilmente causa Covid19, per cui perdiamo l’opportunità di ammirare il famoso Fortepiano Conrad Graf suonato da Giacomo Puccini e la possibilità di godere di un panorama a 360°.

Ma per fortuna riusciamo a visitare la vicina chiesa di San Nicola che dall’esterno sembra tutto tranne una chiesa del XII secolo essendo completamente rivestita di intonaco, ma all’interno si rivela una sorpresa, con affreschi rinascimentali ed elementi tipici del gotico italiano (grazie alla ristrutturazione nel XIV secolo).

Il Giardino dei Tarocchi

Dopo un bel panino con prosciutto di cinghiale andiamo a visitare il Giardino dei Tarocchi

Aperto solo nel pomeriggio (14.30-19.30) è il posto perfetto per una passeggiata rilassante post pranzo o per un’uscita pomeridiana pre-aperitivo!

Il muro che ci troviamo di fronte prima della biglietteria è già di per sé simbolico e rappresenta una vera e propria soglia da varcare per entrare in un mondo magico nettamente diviso da quello reale!

E già questo mi fa impazzire di curiosità!

Riuscite a immaginare lo stupore negli occhi di Hansel e Gretel alla vista della casa di marzapane?

Ecco, i miei occhi avevano la stessa espressione di sorpresa quando, appena entrata, mi trovo davanti alla prima di 22 sculture raffiguranti gli arcani maggiori: la Papessa!

Ma perché i Tarocchi?

Le figure dei Tarocchi sono ricchissime di simboli e, per questo motivo, si pensa siano in grado di “parlare” alle persone dotate di una certa sensibilità e predisposizione al sogno e all’inconscio.

Sicuramente Niki de Saint Phalle aveva un tipo di sensibilità particolare e ciò l’ha spinta a creare, nell’ultima parte del suo percorso artistico, figure dense di significati molteplici; figure che rapiscono, con i colori, le forme e le miriadi di dettagli, l’attenzione di chiunque si avvicini e abbia voglia di abbandonarsi a un mondo magico.

È chiara l’ispirazione al Parque Guell di Gaudì e al Giardino di Bomarzo, ma in tutta sincerità, avendo visto entrambi, la bellezza del Giardino dei Tarocchi è inarrivabile!

Lungo il sentiero le 22 figure degli Arcani maggiori sono una scoperta continua e non vi nego di aver approfittato della presenza di Giorgio per la spiegazione dei significati reconditi, seppur sia vietato fare visite guidate all’interno del giardino proprio per volere della stessa artista: l’interpretazione soggettiva delle opere e l’immaginazione del singolo hanno priorità assoluta!

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La Papessa, il Mago, l’Albero della vita, la Forza, la Morte, la Stella, la Luna, la Giustizia, solo per citarne alcune.

Ma quella che è ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE, è l’Imperatrice-Sfinge, una delle poche opere in cui si può entrare essendo stata la casa di Niki de Saint Phalle durante i lavori del Giardino.

Con le pareti interamente ricoperte di frammenti di specchi, è sicuramente una delle cose (e case) più assurde mai viste e, per questo, più spettacolari!

Il simbolismo dietro ogni scelta, ogni colore, ogni forma o disegno mi fa letteralmente impazzire e, nonostante io non sia dotata neanche di un briciolo di fantasia, il Giardino dei Tarocchi ha un effetto benefico anche su di me: è un luogo magico che stimola la creatività e ti riempie gli occhi di stupore.

Come una casa di marzapane senza strega.

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