Quando finalmente smettono di paragonarti a Martufello.

Non potete immaginare quanto sia felice di condividere con voi le mie radici!

Perché la Ciociaria è uno state of mind!

Ho deciso di scrivere un articolo generico su questa area geografica quasi sconosciuta per poi andare nello specifico nei prossimi articoli, facendovi entrare in contatto con quelli che sono i borghi, i monumenti e le attività più interessanti dell’entroterra laziale!

Per prima cosa, iniziamo dal DOVE! Sono quasi certa che in molti si stiano chiedendo dove sia esattamente e, per una come me, soprannominata “map girl” quale modo migliore di spiegarvelo se non tramite una mappa?

In realtà non esistono limiti geografici precisi, per cui, nonostante storicamente si indichi con Ciociaria solo la provincia di Frosinone, ormai si tende a includere anche parte della provincia di Latina, in particolare l’Agro pontino: ci piace essere inclusivi. Sempre 😊

Perché il nome Ciociaria?

Il nome deriva dalle cosiddette ciocie, caratteristiche calzature usate dai pastori e dai contadini almeno fino all’inizio del secolo scorso:

“La ciocia si fabbrica con un pezzo quadrato di pelle di asino o di cavallo, nei buchi viene infilato uno spago che avvolge il piede in modo che il sandalo si assottiglia verso la punta e termina con una curva; la gamba viene avvolta fino al ginocchio con tela grigia e ruvida, legata con molti spaghi di corda o di filo, così il ciociaro si muove liberamente nel campo dove zappa la terra o sulle rocce badando alle pecore e alle capre, avvolto in un mantello o giacca di pelo grigia e corta, sempre con la sua zampogna
(Passeggiate per l’Italia – Ferdinand Gregorovius, 1906)

Ma soprattutto, vi chiederete tutti: COSA c’è da vedere in questa parte d’Italia così fuori dai normali itinerari turistici?

La cosa incredibile è che solo da grande (e soprattutto solo grazie a Luca!) ho realizzato la bellezza di ciò che avevo sempre avuto a portata di mano; l’energia dei piccoli borghi, la storia tramandata oralmente, la spiritualità delle abbazie, i sapori delle ricette delle nonne, i lavori ormai dimenticati, la semplicità delle abitudini!

Passeggerete nei boschi della Certosa di Trisulti; passerete sotto l’arco a sesto acuto di Arpino, vi specchierete nelle acque del Lago di Posta Fibreno, conoscerete la storia di Montecassino e della sua incredibile Abbazia!

Ho finalmente imparato a non dare nulla per scontato e questo articolo nasce per dare l’opportunità a tutti di riscoprire la bellezza delle piccole cose; quella bellezza che, se troppo vicina, confondiamo con normalità!

A due passi da Roma e Napoli esiste un mondo fantastico

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