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Suonare il clacson is the new black

23 milioni di abitanti.

Anzi, 23 milioni di abitanti che vivono in una sola città.

Anzi 23 milioni di abitanti che vivono in una sola città e che abusano di varie tipologie di clacson creando il più grande caos dopo il Big Bang.

Arriviamo nella metropoli in serata e siamo subito trasportati in una realtà COMPLETAMENTE diversa da quella vista e vissuta finora. Capiamo subito di aver bisogno di un Bignami sul: COME SOPRAVVIVERE A IL CAIRO!

 I Cairoti, gentilissimi, sempre sorridenti e perennemente con la sigaretta in bocca sfidano imperturbabili la morte ogni singolo minuto della loro vita, guidando senza rispettare neanche mezza regola del codice stradale e attraversando le più grandi arterie della città a occhi chiusi con il cellulare in una mano e un vassoio di dolci nell’altra.

Taxi condivisi da cui la gente sale e scende in corsa condividono un quarto di corsia con un carretto trainato da un mulo, una Mercedes nera, una motocicletta stile Renegade, un trattore della Toyota e una bicicletta senza freni.

Il tutto in un piccolissimo spazio vitale che metterebbe a durissima prova anche il Genio di Aladdin!

L’hotel Steingenberger è in pieno centro, a 200 metri dal Museo Archeologico e vicinissimo a quella piazza Tahrir culla della rivoluzione egiziana del 2011.

La prima sera decidiamo di non avventurarci e ricarichiamo le batterie con una cena occidentale nel ristorante dell’albergo mentre già scalpitiamo dall’emozione di essere lì, a due passi dalle Piramidi di Giza!

Il giorno tanto atteso

Il Cairo ha un significato particolare per Luca. La sua famiglia ha vissuto qui dagli anni 20 del 900 fino al 1950 e andare a riscoprire parte di quella storia è lo scopo primario di oggi!

Iniziamo però da più lontano e con la nostra guida Medhat arriviamo davanti le Piramidi di Giza.

Pensare di essere davanti all’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora visibile ci fa impazzire e ci sentiamo dei privilegiati.
Voglio condividere al più presto tutto con i miei che, bloccati dall’ansia del movimento, riescono a viaggiare solamente con noi e le nostre foto.

E so che oggi brillano gli occhi anche a loro!

La grandezza dei blocchi, la bellezza della Sfinge, la magnificenza di quelle tombe…siamo senza parole! La storia è lì davanti ai nostri occhi ed è fatta di uomini, di sudore, di genialità e forse anche un po’ di follia.

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La Piramide a gradoni di Saqqara

“Chi mi sa dire il nome della prima piramide a gradoni dell’antico Egitto?” “Io maestra, la so io!” urla la bambina che era in me.
Terza elementare, grembiule blu e capelli alla playmobil.

Vedere la piramide di Saqqara lì davanti a noi è stato emozionante.  È stato come tuffarsi in un libro di storia e ritrovarsi nell’Egitto di 4700 anni fa!

Uno di quei sogni realizzati il cui ricordo sarà con noi per sempre.

Livin’la vita loca

Tornati in albergo decidiamo che è il momento di agire.

Siamo pronti, carichi e muniti di indirizzi e GPS.

Vogliamo cercare la vecchia Chiesa cattolica in cui si sono sposati i nonni di Luca e in cui è stato battezzato suo padre; così ci facciamo coraggio e sfidiamo la sorte. E la morte!

Usciamo dall’hotel e manteniamo la destra: decine e decine di persone attraversano le strade senza preoccuparsi delle auto che sfrecciano incuranti; i marciapiedi, seppur larghi, sono strapieni delle mercanzie dei negozi in “modalità bazar” ON; il suono continuo dei clacson è ormai diventato un sottofondo che è parte integrante dell’atmosfera e noi, seppur felicissimi di tutto questo, ci fermiamo e capiamo che è arrivato il momento: bisogna attraversare la strada.

C’è un semaforo! Siamo salvi! Lo saremmo, se le auto rispettassero il rosso, anziché accelerare per superare l’incrocio il più velocemente possibile. Luca è in fibrillazione e crede di essere Super Mario ne Il regno dei funghi.

NON TI CURAR DI LORO, MA GUARDA E PASSA è quello che mi ripeto io come un mantra.

3,2,1…CORRIIII!

Sopravvissuti, con una scarica di adrenalina che neanche Iron Man vs Loki!

La chiesa è davanti a noi, il solito metal detector per entrare e vedere quella navata così come l’hanno vista più di 70 anni fa due giovani italiani nati in Egitto e ormai pronti a metter su famiglia.

Il custode è così gentile che riusciamo ad avere anche i certificati di matrimonio e battesimo in italiano e ormai galvanizzati dall’aver centrato l’obiettivo giornaliero, andiamo a festeggiare nel miglior KOSHARY RESTAURANT della città: Abou Tarek.

Eat as locals do!

Chiunque, nella capitale, conosce Abou Tarek! Qui si viene solo per mangiare il Koshary, il piatto tradizionale egiziano, un piatto VEGANO a base di riso, maccheroni, lenticchie, ceci, aceto, salsa di pomodoro speziata e cipolle fritte! Il tutto per 80 centesimi a piatto!

Solamente egiziani seduti a mangiare: è il posto perfetto per noi! Il ristorante è un fast food in piena regola con il piano terra dedicato al take away e il piano superiore con posti a sedere. Ordiniamo in tre nanosecondi e in men che non si dica ci arriva il piatto!

Il cameriere armeggia con salse e salsine e, nonostante avessimo chiesto la porzione small, sembra il piatto che mi preparava nonna quando mi vedeva sciupata!

Ci sentiamo degli egiziani veri e siamo di nuovo pronti ad affrontare il traffico cittadino che, tra un clacson e l’altro, non ha intenzione di diminuire!

Museo Archeologico del Cairo

Il giorno successivo visitiamo il Museo Archeologico che si rivela strabiliante nonostante stiano già muovendo parte dei reperti nel nuovo, enorme Museo, ubicato alle spalle delle Piramidi.

Nonostante sia considerato il Museo con il più gran numero al mondo di reperti risalenti all’Antico Egitto, consta solo di 2 piani ed è per questo che si è rivelato ormai inadatto a contenere tutte le centinaia di migliaia di ritrovamenti degli ultimi anni. Il nuovo Museo dovrebbe essere pronto a Ottobre del 2020 (coronavirus permettendo)

Non potremmo apprezzare al meglio le bellezze al suo interno senza il nostro caro Medhat che si rivela estremamente preparato e incredibilmente perfetto nel parlare italiano!

Le 5 curiosità sul Museo Archeologico de Il Cairo:

–   La Stele di Rosetta nella prima stanza all’ingresso del Museo è solamente una copia. La Stele originale, rinvenuta dai francesi nel 1799 a Rosetta e studiata da Champollion per la decodificazione dei geroglifici, è al British Museum. ☹

–   L’unica raffigurazione tridimensionale di Cheope, faraone della IV dinastia (2560 a.C) e committente della più grande Piramide esistente, è proprio qui! La statua, che potrebbe immaginarsi immensa come la Piramide, è grande solamente 7,5 centimetri ed è una dei reperti più fotografati dell’intero Museo! 😊😊

–    Nei corridoi dedicati all’Antico Regno (periodo che va orientativamente dal 2700 al 2192 a.C.), si trova il più famoso esempio di pittura a stucco dell’epoca: LE OCHE DI MEIDUM, un unicum nella storia dell’arte pittorica egizia, raffigurante sei oche simmetriche, divise in due gruppi speculari, molto realistiche nelle forme e nei colori. L’originale si trova qui, mentre la copia al British Museum! 😊 😊 😊

–    Il legno può sopravvivere 4000 anni! La statua lignea di Ka’Aper, sacerdote durante la IV dinastia, è ancor più famosa per i suoi occhi in cristallo di rocca e quarzo opaco, contornati da bordi in rame 😊

–    Il Tesoro di Tutankhamon è l’unica cosa che non si può fotografare e il continuo urlare “NO PHOTO, NO PICTURES” ci riporta in Italia, dentro la Cappella Sistina, dove la sacralità del luogo e l’emozione davanti l’opera di Michelangelo sono continuamente interrotte da urla di rimprovero dei custodi ☹

Il Quartiere Copto

Dopo la visita al Museo, ci dirigiamo, sempre con Medhat, verso il quartiere copto della capitale, un quartiere circondato da mura possenti risalenti al primo nucleo romano chiamato Fortezza di Babilonia.

Ma chi erano i Copti? Con questo termine si identificano quei cristiani d’Egitto che, diventati cristiani sotto la dominazione romana, rifiutarono di convertirsi all’Islam quando ci fu la conquista degli arabi musulmani.

L’ingresso al quartiere è inquietante: polizia armata, militari che prendono generalità di chiunque entri (come d’altronde succede in tutti i luoghi turistici della città) e il solito traffico spaventoso con 3000 mezzi di locomozione diversi che cercano di coesistere non rispettando alcuna regola conosciuta!

La visita al quartiere copto si rivela, però, sorprendente! Iniziamo dalla Chiesa di San Giorgio e da quella di San Sergio (al cui interno è conservato lo spazio sacro nel quale, secondo la tradizione, la Sacra Famiglia trovò riparo durante la fuga da Erode) per poi visitare l’unico monumento ebraico del Cairo: la sinagoga di Ben Ezra, ormai diventata solo un’attrazione turistica, dato l’abbandono della quasi totalità degli ebrei negli anni ’50.

La nostra ultima sera in città è, di nuovo, all’insegna di Abou Tarek, tanto ormai siamo dei professionisti dell’attraversamento tanto da buttarci in strada come veri e propri egiziani!

Siamo pieni di felicità e di bellezza! Ma anche di smog.

È giunto il momento del vero relax nel Mar Rosso!

E voi, siete mai stati a il Cairo? Raccontateci anche voi la vostra esperienza!

…to be continued

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