Oggi vi portiamo a Budapest per conoscere la Storia della vera Regina degli Scacchi nata proprio nella Capitale dell’Ungheria.
La serie Neflix “La Regina di Scacchi” s’ispira in parte al carattere, alla traiettoria e alle fattezze di Judit Polgár per costruire il personaggio principale: Beth Harmon.

Chi di noi ha visto la serie su Netflix ha sicuramente imparato l’importanza dell’apertura: il primo movimento in una partita di scacchi.

Un pedone bianco viene offerto come vittima sacrificale in una mossa che assicurerà un vantaggio a chi l’ha messa in pratica.
Questo è chiamato gambetto di donna, (titolo originale della serie Netflix, Queen’s Gambit), un’apertura classica degli scacchi che Judit Polgár conosceva alla perfezione, trattandosi della miglior giocatrice di scacchi della storia. 

Un gioco senza alcun prestigio

Per molto tempo gli scacchi furono un gioco senza alcun prestigio e le competizioni ai più alti livelli si svolgevano lontano dai riflettori, cosa che cambió radicalmente dopo la Seconda guerra mondiale. Nella seconda metà del II secolo il dominio dei giocatori sovietici su tutti gli altri fu schiacciante. 

Essere paragonati ai grandi campioni Russi era motivo di orgoglio in piena Guerra Fredda. Ci fu solo uno statunitense capace di avvicinarsi ai livelli di Kasparov o Petrosian: Bobby Fischer, e in effetti se ne possono riconoscere alcuni gesti e movenze nella protagonista di La regina degli scacchi.

Geni non si nasce, si diventa

Nata nel 1976 a Budapest, ad appena 12 anni vinse le Olimpiadi rappresentando l’Ungheria insieme alle sue due sorelle. Dopo quell’esperienza si rifiutò categoricamente di partecipare a competizioni femminili, prediligendo piuttosto i tornei assoluti.

La vita di Judit Polgár, come quella delle sue due sorelle maggiori, era destinata a intrecciarsi con quella degli uomini che componevano la lista dei migliori giocatori di scacchi del mondo.
Prima che le sorelle nascessero i loro genitori, decisero che l’educazione delle loro figlie non sarebbe stata come quella degli altri bambini, ma sarebbe girata intorno a una scacchiera. Il loro motto era: “geni non si nasce, si diventa”. 

E con quest’idea sempre presente strutturarono un’educazione diversa. Polgár non andò mai a scuola: fu istruita in casa e gli scacchi divennero uno strumento di apprendimento fondamentale.

Gran Maestra a soli 15 anni

Batté il record di Bobby Fischer, diventando Gran Maestra ad appena 15 anni. Dopo aver rinunciato ai campionati femminili divenne parte integrante della squadra della selezione olimpica di scacchi maschile del suo Paese, e vi rimase otto edizioni.

Con il passare degli anni la Judit ebbe l’opportunità di confrontarsi con le figure più eminenti della storia degli scacchi. E in effetti li batté tutti in tutte le modalità di partita, sia rapida sia lenta. Spassky, Karpov, Kasparov, Topalov, Anand, Fishcher, Carlsen… nessuno potè sfuggire all’eccezionale genio di Polgár.

Polgár vs. Kaspárov (Harmon vs. Borgov)

Uno degli aneddoti più conosciuti vede come protagonisti Judit e il Gran Maestro e campione del mondo di scacchi per 15 anni Kaspárov. Nel suo primo scontro, che Polgár perse, la telecamera che registrava la partita immortalò un movimento irregolare da parte di Kaspárov, che la giovane ungara fece presente. Oltre a non riconoscere quello che sarebbe potuto passare come un errore, il giocatore fece dei commenti sgradevoli sulla sua avversaria e sulla sua condizione di donna. Tempo dopo, nel corso di un’altra partita, fu Polgár ad avere la meglio su Kaspárov.

Era la prima volta che una donna batteva il numero uno del mondo.

Era la prima volta che una donna batteva il numero 1 del Mondo.

Ascolta le parole di Judit e di come divenne La Vera Regina di Scacchi
Clicca qui per vedere il match vinto, a soli 17 anni, contro il campione del Mondo Spassky!

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