Tu mi fai girar, tu mi fai girar,

come fossi una bambola.”

Forza Santo, balla con me”.

Così mi diceva mamma e ballavamo per ore.

A me piace giocare con le bambole di Cettina, mia sorella, e mi piace farlo perché sorridono sempre.

“Santo, per le femmine sono le bambole” dice papà che si arrabbia sempre quando mi vede giocare.

A me piace giocare con le bambole di Cettina, mia sorella, perché mi ricordano la mamma, che aveva lo stesso sorriso quando ballavamo insieme e mi abbracciava.

Papà mi ha detto:

“Tu masculo sei” e mi ha tolto le bambole dalle mani, ma io a mamma voglio somigliare, come lei voglio sorridere.

Poi mi butti giù,

poi mi butti giù,

come fossi una bambola.”

Santo, tieni e gioca”, ha detto papà dandomi un robot.

La Bambola
Frida Kahlo realizzata a mano da CromaNticamente

A me non piacciono i robot perché non sorridono mai, sono seri e arrabbiati, combattono, uccidono e vincono contro i cattivi.

Io non voglio combattere, io non voglio uccidere, io voglio sorridere, anche quando sono triste e arrabbiato.

Non ti accorgi quando piango,

quando sono triste e stanca tu

pensi solo per te”

Bottana, con Tanuzzo mani di fata se n’è fuggita” ha detto papà alla nonna, che ha fatto la faccia storta e ha risposto:

“Le femmine, tu non le sai tenere”

Papà si è arrabbiato, ha urlato, io sono scappato in camera, ho preso una bambola e mi sono nascosto sotto il letto. La bambola mi ha sorriso e io non ho più sentito le urla di nonna e papà.

No ragazzo no,

no ragazzo no

del mio amore non ridere”.

Cettina, mia sorella, mi presta le sue bambole, e quando papà non vede dice sempre:

“Santo, non ti preoccupare, ci puoi giocare, non glielo dico a papà”, ma lui mi vede da come sorrido che penso alle bambole e dice sempre:

“Se addiventi aricchiuni, prima ammazzo a tia a poi a mia, hai capito Santo?”.

CromaNticamente...con la N

Non so cosa vuol dire aricchiuni, forse si dice ai bambini che vogliono sorridere come le bambole, ma Cettina mi ha detto che viene da orecchio e vuol dire che ascolto troppo, per questo son diverso dagli altri bambini, che invece urlano in cortile.

Non ci gioco più

quando giochi tu

sai far male da piangere”

Un giorno papà ha buttato tutte le bambole e mi ha detto:

“Vediamo adesso se non cresci masculo, ti addrizzo io a tia”

Sono rimasto solo, le mie bambole non ci sono più, Cettina mi ha detto:

“Non ti preoccupare Santo, ci penso io “

Siamo andati di nascosto in camera di papà, dove c’è un mobile con uno specchio grande e un cassetto chiuso sempre a chiave. Cettina sa dov’è la chiave, lo ha aperto e dentro c’erano tutte le cose di mamma.

I profumi, i trucchi, le foto di me e Cettina che ballavamo con  lei.

Ha preso i trucchi e ha cominciato a truccami.

Gli occhi me li ha colorati di blu, le labbra rosse rosse, le guance rosa, i capelli con le mollettine.

“Guardati Santo, adesso sorridi” mi ha detto e io ho visto la bambola.

Tu mi fai girar, tu mi fai girar,

come fossi una bambola.”

Per vedere tutta la collezione di CromaNticamente, con la N