Quell'inspiegabile mal di Sicilia

Non so cosa mi leghi così tanto a questa terra.

Forse qualche antenato di cui non so nulla.

Forse la ricerca di un centro di gravità permanente, come Battiato.

Forse i libri di Camilleri che ho sempre divorato in un giorno e avrei voluto non finissero mai.

Forse il mio amore indiscusso per i capperi che mangerei anche a colazione se tra le opzioni non ci fosse granita pistacchio e mandorla con brioche che per me vince a mani basse su tutto.

Ma pure la caponata non scherza.

Che sia solo un concetto letterario, una malattia dell’animo, un groppo alla gola o una semplice attrazione per un luogo che sembra mi appartenga, il MIO MAL DI SICILIA è reale, quasi tangibile e viscerale e riappare ogni volta che inizio il mio viaggio di ritorno verso il continente.

Quella nostalgia che affiora imperterrita appena metto piede sull’aereo, si affievolisce solo al pensiero di poter tornare presto in questa terra così accogliente.

Ho visitato per la prima volta la Sicilia nell’ormai lontanissimo 1997, ma è stato esattamente dieci anni dopo che l’ho assaporata davvero, durante gli anni belli e intensi dell’Università, quando l’estate significava studiare in biblioteca con l’aria condizionata e decidere quanti esami dare nella sessione estiva per poi meritarsi un viaggetto chissà dove!

Precedente
Successivo

Proprio l’Università mi ha fatto conoscere quella che poi sarebbe diventata una delle mie migliori amiche: Valentina, siciliana DOC, la mia guida personale durante quell’indimenticabile settimana di luglio del 2007! È stata proprio lei a insegnarmi l’espressione sicula che più mi si addice: MIII CHE CARDACIA!!

CARDacia (con l’accento sulla I) vuol dire ANSIA (mai parola fu più azzeccata e se volete leggere la mia presentazione nel CHI SIAMO, capirete il perché! :D) ed è un’espressione che ho amato da subito perché riesce a inglobare e descrivere quella tachiCARDia incontrollabile tipica di quando il livello di ansia è alle stelle.

Cioè il mio livello di ansia giornaliero.

Quella del 2007 era un’estate particolare: ero tornata single dopo svariati (troppi) anni e il ricordo che ancora vibra nella mia memoria è di immensa libertà; proprio Catania, Caltagirone e Taormina sono state, per me, l’emblema di quella libertà riconquistata.

Forse per questo sono così affezionata alle persone, ai luoghi, ai colori e ai sapori di quella parte di Sicilia e forse per questo ci torno ogni anno, per piacere o per lavoro, con gli occhi pieni di felicità!

Fenici, Cartaginesi, Siculi, Sicani, Elimi, Greci, Romani, Arabi e Normanni si sono avvicendati in quest’isola nel mezzo del Mediterraneo lasciando ognuno i propri tratti distintivi nell’arte, nell’architettura, nella cultura, nel dialetto, nella cucina, nelle tradizioni, nel colore degli occhi e in quello della pelle.

Il risultato è questa meravigliosa combinazione di elementi eterogenei che la rende, ai miei occhi e al mio cuore, uno dei posti più belli del mondo!

L’emozione che ho provato visitando per la prima volta il Teatro Greco di Taormina la ricordo ancora adesso. La storia, il mare e l’Etna si fondono per creare un paesaggio di una bellezza unica e sconvolgente. Così sconvolgente da farmi venire un nodo alla gola. Come quello che ho adesso mentre vi scrivo.

Se siete pronti a passeggiare con me nei vicoli di Caltagirone, a raggiungere insieme la vetta dell’Etna, a scoprire i mosaici di Piazza Armerina e a mangiare nei migliori ristoranti di Taormina, seguitemi in questo fantastico viaggio alla scoperta di un’isola meravigliosa!

Dal mal di Sicilia non si guarisce mai.

Una vacanza in Sicilia è una continua scoperta!

Clicca qui sotto per visitare il nostro sito da Consulenti di Viaggio e parti con noi!